SPESA PENSIONISTICA: BOOM NEI PROSSIMI ANNI

Pensioni, una spesa destinata ad esplodere nei prossimi anni
Con il ritiro dal mercato del lavoro dei baby boomers la spesa pensionistica potrebbe salire fino al 20% del Pil nel 2040, tuona l’Inps. Tra 20 anni ci saranno 18,8 mln di over 65 (+ 5mln di oggi, fonte Istat), mentre la popolazione in età da lavoro (15-64 anni) si ridurrà di 5 mln.

Rispetto a questo scenario, le adesioni inferiori alle aspettative per le nuove pensioni anticipate non devono trarre in inganno. Il fatto che i bassi tiraggi di “quota 100” e del canale contributivo di Opzione donna o l’anticipo precoci possano garantire quest’anno una minor spesa fino a 1,3 miliardi, e risparmi cumulati fino a 5-5,5 miliardi nel triennio (un quarto di quanto previsto) non cambia la prospettiva di una spesa destinata a esplodere.

Basta guardare alla principale gestione Inps, il fondo pensioni lavoratori dipendenti che rappresenta il 45% dell’intera spesa pensionistica.
Quest’anno paga 8,6 milioni di pensioni al valore nominale medio di 14.700 euro lordi l’anno, per un totale di quasi 143 miliardi.
Tra 20 anni, nel 2039, le pensioni in pagamento stimate nei bilanci prospettivi dell’Istituto salirebbero per il solo Fpld a poco meno di 9 milioni e 300mila (+7%).
Saranno assegni del valore medio di 27.000 euro lordi, per una spesa che in termini nominali arriverà a sfiorare i 297 miliardi.
Come anticipato, la spesa pensionistica, da qui al 2040, scalerà una gobba che, a seconda delle stime, potrebbe variare tra il 16 e il 20% del Pil. E tra 20 anni la transizione demografica ci dice che ci saranno 18,8 milioni di cittadini con 65 anni o più, secondo la proiezione centrale Istat, 5 milioni in più di oggi. Mentre la popolazione in età da lavoro (15-64 anni) si sarà ridotta a sua volta di 5 milioni (a 33,7 milioni).

Uno scenario che deve far riflettere in maniera consapevole sulla necessità di pensare, sin dall’avvio della propria attività lavorativa, ad accantonare risorse per una pensione integrativa.

La risposta di Cattolica Assicurazioni
PERLAPENSIONE è la soluzione dedicata a chi intende realizzare un piano di previdenza complementare individuale per costituire un capitale ad integrazione della pensione pubblica ed assicurarsi, così, un buon tenore di vita anche dopo il pensionamento.
E’ un prodotto flessibile: al momento dell’adesione il Cliente può scegliere la misura della contribuzione e la periodicità dei versamenti.
E la flessibilità è anche nella scelta di investimento tra Gestione Previdenza, per chi non ama rischiare, o EV Strategia Internazionale, per chi desidera un investimento dinamico.
Anche una volta effettuata la scelta, trascorso un anno dalla decorrenza del contratto, è possibile il passaggio da e verso l’altro fondo.

Nel caso in cui il Cliente voglia avere una guida per l’investimento, potrà scegliere l’opzione Soluzione Dinamica: il programma di investimento “Life Cycle” che trasferisce, in maniera automatica, la posizione maturata e i contributi futuri in un profilo sempre meno rischioso man mano che l’età pensionabile si avvicina.

IL BENEFICIO FISCALE
Aderire alla previdenza complementare significa anche assicurarsi la possibilità di usufruire di un regime fiscale agevolato.
I contributi versati sono interamente deducibili fino ad un massimo di 5.164,57 euro annui ed, inoltre, le prestazioni pensionistiche erogate al termine del piano godono di un regime fiscale favorevole che dipende dagli anni di partecipazione al sistema della previdenza complementare.